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Corinna Niemeyer | Luca Buratto, pianoforte

Corinna Niemeyer

Vincitore dell’edizione 2015 dell’Honens International Piano Competition di Calgary, Luca Buratto si distingue per le sue interpretazioni “ricche di finezza e di una fortissima immaginazione” (Musical America). Di lui si è parlato come di “un nome da seguire” (The Guardian) e di “un virtuoso fuori del comune” (The Telegraph).

Sabato 6 Giugno | H 20.30

Auditorium Manzoni

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Programma

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Ouverture da Egmont

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore op. 73 “Imperatore”

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 36

CompositorE

Ouverture da Egmont

Anno di composizione: 1809/1810

Prima esecuzione: 15 giugno 1810

Movimenti:
1. Sostenuto, ma non troppo
2. Allegro

l’Egmont di Johann Wolfgang von Goethe è al tempo stesso un dramma del destino e un manifesto politico, palesato dallo scontro tra la lotta per la libertà nazionale portata avanti dal protagonista e il dispotismo del duca di Alba. La musica di scena scritta da Beethoven richiama l’eroicità del dramma ed è costituita da una potente ed espressiva Ouverture (nella quale il compositore rispetta i principi della forma-sonata) e da nove pezzi indipendenti. L’introduzione lenta si apre con un accordo all’unisono di tutta l’orchestra e si muove alternando gli archi agli strumenti a fiato. L’Allegro invece, che corrisponde al momento della lotta, è percorso da una forte energia ed è costruito partendo da una serie di motivi, ricavati da cellule già ascoltate in precedenza.

 

Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore op. 73 “Imperatore”

Anno di composizione: 1809/1810

Prima esecuzione: Lipsia, 28 Novembre 1811

Movimenti:
1. Allegro
2. Adagio un poco mosso
3. Rondò: Allegro

Il concerto è dedicato, come il precedente, all’arciduca Rodolfo Giovanni d’Asburgo-Lorena, ed eseguita per la prima volta dal pianista Friedrich Schneider, sotto la direzione di Johann Philipp Christian Schulz. Il tema del primo movimento, dal carattere gioioso, è proposto in maniera imponente dal tutti orchestrale, mentre il solo di pianoforte provvede a smussarne gli angoli e a conferirgli un carattere più intimo. Anche nell’Adagio un poco mosso il pianoforte non si pone come uno strumento a sé stante, ma si fonde armonicamente con l’orchestra. Nel Rondò finale, la parte centrale è dedicata ad una continua presentazione del tema da parte del pianoforte, a cui segue la risposta dell’orchestra.

Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 36

Anno di composizione: 1800/1802

Prima esecuzione: Vienna, Theater an der Wien, 5 Aprile 1803

Movimenti:
1. Adagio; Allegro con brio
2. Larghetto
3. Scherzo: Allegro
4. Allegro molto

La Seconda Sinfonia si apre con un’Introduzione lenta che sorprende per la profonda e sapiente elaborazione armonica, trampolino di lancio per un Allegro con brio che sfreccia velocissimo. Il Larghetto mostra come la musa creativa di Beethoven sfugga lontano dai predecessori del musicista, ormai lontano sia da Haydn che da Mozart. È un lungo congedo alla grazia composta dello stile settecentesco, mentre lo Scherzo impone il metro elastico e ricco di contrasti, che caratterizzerà i futuri Scherzi del musicista. Il Finale precipita addosso con una vivacità addirittura pericolosa.