beethoven 

Corinna Niemeyer | Luca Buratto, pianoforte

Corinna Niemeyer

Vincitore dell’edizione 2015 dell’Honens International Piano Competition di Calgary, Luca Buratto si distingue per le sue interpretazioni “ricche di finezza e di una fortissima immaginazione” (Musical America). Di lui si è parlato come di “un nome da seguire” (The Guardian) e di “un virtuoso fuori del comune” (The Telegraph).

Sabato 6 Giugno | H 20.30

Auditorium Manzoni

Programma

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Ouverture da Egmont

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Concerto per pianoforte e orchestra n. 5 in Mi bemolle maggiore Op. 73 Imperatore

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n. 2 in Re maggiore Op. 36

CompositorE

Ouverture da Le creature di Prometeo Op. 43

Anno di composizione: 1800

Prima esecuzione: Burgtheater Vienna, 28 Marzo 1801

 Le creature di Prometeo è l’unico balletto musicato da Beethoven. Costituisce l’op. 43 all’interno del catalogo beethoviano ed è composto da tre atti. Nonostante l’accoglienza positiva da parte del pubblico al suo debutto, il successo a posteriori del balletto è da limitare alla sola Ouverture, dallo stile curato e dal carattere fantasioso e raffinato.

Concerto per pianoforte e orchestra n. 3 in Do minore Op. 37

Anno di composizione: 1800

Prima esecuzione: Vienna, Theater an der Wien, 5 aprile 1803

Movimenti:
1. Allegro con brio
2. Largo
3. Rondò: Allegro

Il concerto n. 3 risponde ancora alla tradizione classica. Il primo tempo, in forma sonata, presenta due temi dal carattere decisamente contrastante: l’uno grave e solenne, l’altro malinconico e dolce. Il tempo è un Allegro con brio, in cui l’orchestra ha un andamento eroico, quasi militaresco nei timbri di trombe e timpani, mentre il pianoforte predilige l’espansione cantabile del secondo tema. Il secondo tempo è un Largo che si distacca nettamente dall’atmosfera precedente, in cui il pianoforte conduce una sua linea di straordinaria purezza. Il terzo tempo infine è un Rondò vorticoso e scattante che ha il sapore di una gioiosa improvvisazione per i dialoghi cangianti tra solisti e orchestra e chiude il concerto, dopo la cadenza, in un trionfale do maggiore.

Sinfonia n. 2 in Re maggiore Op. 36

Anno di composizione: 1800/1802

Prima esecuzione: Vienna, Theater an der Wien, 5 Aprile 1803

Movimenti:
1. Adagio; Allegro con brio
2. Larghetto
3. Scherzo: Allegro
4. Allegro molto

La Seconda Sinfonia si apre con un’Introduzione lenta che sorprende per la profonda e sapiente elaborazione armonica, trampolino di lancio per un Allegro con brio che sfreccia velocissimo. Il Larghetto mostra come la musa creativa di Beethoven sfugga lontano dai predecessori del musicista, ormai lontano sia da Haydn che da Mozart. È un lungo congedo alla grazia composta dello stile settecentesco, mentre lo Scherzo impone il metro elastico e ricco di contrasti, che caratterizzerà i futuri Scherzi del musicista. Il Finale precipita addosso con una vivacità addirittura pericolosa.