FABIO VACCHI

Eternapoli

per attore, attrice, coro misto e grande orchestra
Testo di Giuseppe Montesano

Dal romanzo Di questa vita menzognera di Giuseppe Montesano, il melologo Eternapoli di Fabio Vacchi si basa su una partitura che è “un’immersione nella napoletanità”. Prestano le proprie voci, per raccontare il mondo complesso e drammatico delineato dal compositore bolognese, Toni Servillo e Imma Villa.

Produzione TCBO con Teatri Uniti e con ERT - Emilia Romagna Teatro

Orchestra e coro del TCBO

 

26 | 27 | 28 | 29 | Marzo 2020

Teatro Arena del Sole

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DIRETTORE

MAESTRO DEL CORO

VEN | 27 | MAR | Turno C | H 19.30
SAB | 28 | MAR | Turno Pomeriggio | H 19.30

NOTE DI REGIA

Napoli illumina la nostra terra nel mondo. Napoli mi sta nel cuore per la sua strabiliante, inimitabile storia musicale, letteraria, teatrale. Napoli mi sta nel cuore, anche se non mi appartiene come Bologna, dove sono nato, o Venezia e Milano, dove ho tanto vissuto, perché è l’essenza del mio sentirmi italiano, con la sua cronaca ferita, con il suo passato illustre, con la sua vena popolare verace, con i suoi orrori e il suo desiderio di riscatto. Napoli mi sta nel cuore perché s’affaccia sul mare cantato da Mozart in Così fan tutte. Napoli mi sta nel cuore perché dai suoi errori può nascere una nuova civiltà, che mescoli il sud e il nord del mondo. Napoli mi sta nel cuore perché rode l’indifferenza cui un colonialismo esterno, ed interno, l’ha costretta troppo a lungo. Napoli mi sta nel cuore perché ammette la pigrizia, la conosce, la legge, la canta, la recita, la supera, la vince. Napoli mi sta nel cuore perché la vile violenza da cui è corrosa è contrastata dall’indignazione di un mare in crescita, che dal suo golfo arriva alla sua coscienza. Napoli mi sta nel cuore perché è vetrina di quel contrasto tra centro e periferia, cultura e ignoranza, resistenza e incuria, senza il superamento del quale non ci sarà, per nessuno, progresso. Napoli mi sta nel cuore perché è natura, quindi corpo, quel corpo troppo spesso negato, nelle sue istanze intellettive ma anche emotive, dall’avanguardia musicale. Napoli mi sta nel cuore perché la sua musica folcloristica è entrata da decenni nel mio DNA compositivo. Napoli mi sta nel cuore perché ha attori come Toni Servillo, scrittori come Giuseppe Montesano, teatri come il San Carlo. Perché illumina la nostra terra nel mondo. Napoli mi sta nel cuore perché solo per una città così avrei potuto sciogliere quella cantabilità che le scorre nelle vene e che deve sposarsi con la ricerca, per non far morire la comunicazione colta, per tenerla in vita nonostante il dispotismo in crescita della banalizzazione. Napoli mi sta nel cuore perché mescola generi, ceti, classi, etnie, sotto una luce accecante, spirituale e carnale. Napoli mi sta nel cuore perché crede nell’amicizia, nella generosità e nella solidarietà, anche quando vengono attaccate dal potere, dall’egoismo, dall’arrivismo. Gli stessi valori che persegue, quieta e sicura, Patrizia Meroni, un’amica, un medico con lo sguardo sull’altro, cui ho dedicato la partitura. Napoli mi sta nel cuore perché la sua anima femminile, alta più che creatura, vincerà il dolore di uomini e donne nel segno di uno squarcio di sole.

Fabio Vacchi
Per gentile concessione della Fondazione Teatro di San Carlo

CAST

VOCE RECITANTE

ALTRA VOCE RECITANTE

COMPOSITORE

Fabio Vacchi

 

Il compositore Fabio Vacchi (1949) è stato allievo di Giacomo Manzoni e Franco Donatoni e ha tratto dalla lezione dell’avanguardia le basi del suo lessico musicale, fatto di microintervalli, suoni armonici ed effetti strumentali.
Ha composto lavori di rilievo come le opere Il viaggio e La Station thermale, il balletto Dionisio germogliatore e Luoghi immaginari, 5 brani per ensemble.