STRAUSS | PROKOF'EV | Bartók

Henrik Nánási / Sergej Aleksandrovič Krylov, violino

Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

Il M° Nánási nasce a Pécs, Ungheria. Dopo aver studiato pianoforte e composizione al Conservatorio Béla Bartók di Budapest, si iscrive alla University of Music and Performing Art. Dopo i primi impegni a Klagenfurt e Asburgo, diventa Direttore Principale e Vice-Direttore Principale allo Staatstheater am Gaertnerplatz di Monaco. Direttore Musicale Generale della Komische Oper di Berlino dal 2012 al 2017.

L’effervescente musicalità, il virtuosismo strabiliante come raffinato strumento sempre al servizio dell’espressività, l’intenso lirismo e la bellezza del suono sono solo alcuni elementi che hanno reso Sergej Krylov uno dei più rinomati artisti del panorama internazionale. Attualmente è Direttore musicale della Lithuanian Chamber Orchestra con la quale ama esplorare nel doppio ruolo di direttore e solista un repertorio molto ampio che spazia dal barocco alla musica contemporanea.

Lunedì 22 Giugno | H 20.30

Auditorium Manzoni

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Programma

RICHARD STRAUSS

Don Juan op. 20

SERGEJ PROKOF’EV

Concerto per violino n. 2 in Sol minore op. 63

BÈLA BARTÓK

Concerto per Orchestra

Compositori

Richard Strauss

Don Juan op. 20 

Composizione: 1888
Prima esecuzione: Weimar, Hoftheater, 11 Novembre 1889

Movimenti:
1. Allegro molto con brio

2. Molto vivace

Scritto da Strauss all’età di 24 anni, Don Juan è uno dei primi brani sinfonici del compositore tedesco. La struttura della sinfonia segue la drammatica evoluzione degli eventi del poema Don Juans Ende di Nikolaus Lenau, sulla quale si basa la composizione di Strauss. L’immagine del protagonista viene perfettamente trasferita nella musica: viene presentato al pubblico un eroe seduttore, la cui parabola è destinata a dissolversi nel silenzio della morte e della disillusione.

Sergej S. Prokof'ev

Concerto per violino n. 2 in Sol minore op. 63  

Composizione: 1935
Prima esecuzione: Madrid, 1 dicembre 1935

Movimenti:
1. Allegro moderato
2. Andante assai
3. Allegro, ben marcato

Più convenzionale rispetto alle prime audaci composizioni di Prokof’ev, il concerto si apre con una melodia di violino che rimanda alla musica russa popolare tradizionale. Una melodia che scorre lungo tutto il secondo movimento e termina riprendendo il tema iniziale del violino. Il terzo movimento è un rondò che ricorda la Spagna, con il battere delle nacchere che sottolinea di volta in volta il ritorno del tema.

Béla Bartók

Concerto per Orchestra 

Anno di composizione: 1942-1943

Prima esecuzione: Boston Symphony Hall, Boston, 1 dicembre 1944

Movimenti:
1. Introduzione: Andante non troppo; Allegro vivace
2. Gioco delle coppie: Allegretto scherzando
3. Elegia: Andante non troppo
4. Intermezzo interrotto: Allegretto
5. Finale: Pesante, presto

Durante gli anni americani, seppur minato nel fisico e preoccupato per la propria situazione finanziaria, Béla Bartók riesce a portare a termine il concerto per orchestra commissionatogli da Kussevitskij. Scritto nell’ambito del sistema tonale, utilizza una grande varietà di mezzi linguistico-musicali: si passa dalle influenze della musica serbo-croata del II tempo, agli episodi di elaborazione contrappuntistica nel III, fino al canto “misto” ungherese del IV tempo, ad elementi tratti dal folclore nero, parodiato nel Finale.