SHUMANN | BRAHMS

Ryan McAdams / Kian Soltani, violoncello

Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

Ryan McAdams

Kian Soltani

Lunedì 21 Dicembre | H 20.30

Auditorium Manzoni

Programma

ROBERT SCHUMANN

Concerto n. 1 in La minore per violoncello e orchestra Op. 129

JOHANNES BRAHMS

Sinfonia n. 2 in Re maggiore Op. 73

Compositori

Concerto in la minore per violoncello e orchestra Op. 129

Anno di composizione: 1850

Prima esecuzione: Düsseldorf, 23 marzo 1851

Movimenti:
1. Non troppo veloce
2. Lento
3. Molto vivace

Messi a parte altri pezzi concertistici, i concerti solisti di Schumann sono tre, dedicati al pianoforte, al violino e al violoncello. La voce “umana” del cello permise a Schumann di affrontare nel 1850 la composizione del Concerto in la minore portando a eccellenti risultati il tentativo di rendere quanto possibile coerente e compatta la forma d’assieme del concerto. Da un lato, l’articolazione in tre sezioni sfuma di fatto in una sorta di movimento unico, senza soluzione di continuità; dall’altro, una speciale qualità del dialogo tra il solista e l’orchestra viene proprio dalla natura orchestrale del cello, perfettamente inserito nel colore di un’orchestra che per l’occasione viene asciugata in un organico relativamente ridotto, composto da archi, timpani e dalle coppie di flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni e trombe.

Sinfonia n. 2 in Re maggiore Op. 73

Anno di composizione: 1877

Prima esecuzione: 30 dicembre 1877

Movimenti:
1. Allegro non troppo; Adagio non troppo
2. Allegretto grazioso (quasi Andantino)
3. Presto ma non assai; Allegro con spirito

Procedendo lungo un percorso metodico e quasi preordinato, Brahms affina, sperimenta e matura i propri strumenti compositivi nelle più maneggevoli forme cameristiche prima di mettersi alla prova sul vasto orizzonte sinfonico. Nella struttura complessa e imponente della sinfonia risiede il sommo ideale dell’espressione brahmsiana. In questo genere il compositore si rivolge decisamente a Beethoven, restaurando una forma, uno stile e un colore orchestrale che si ritenevano ormai superati in nome della nuova orchestra romantica. Un primo e un ultimo movimento di vaste dimensioni deputati alla più complessa gestazione motivo-tematica, incorniciano due episodi centrali di dimensioni più ridotte. L’Adagio non troppo è un esempio di quella intensa espressione severa e toccante raggiunta da Brahms tipicamente nei movimenti lenti, mentre l’Allegretto grazioso, quasi andantino è una danza leggera e gioiosa.