SHUMANN | BRAHMS

Ryan McAdams / Kian Soltani, violoncello

Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

Ryan McAdams si sta velocemente affermando come uno dei direttori più versatili ed interessanti della sua generazione. Ugualmente apprezzato come direttore sinfonico, operistico edi musica contemporanea, è stato il primo vincitore assoluto del Sir George Solti Award come miglior direttore d’orchestra emergente e dell’Aspen-Glimmerglass Prize nella sezione operistica.

Descritto da The Times come un “notevole violoncellista” e da Gramophone come “pura perfezione”, Kian Soltani suona con uno stile che presenta profondità di espressione e maestria tecnica, accanto a una presenza scenica carismatica e alla capacità di creare una connessione emotiva immediata con il suo pubblico. Attualmente è invitato dalle principali orchestre, direttori d’orchestra e sale concertistiche del mondo ed è sulla via per diventare uno dei più ricercati violoncellisti sulla scena internazionale.

Lunedì 21 Dicembre | H 20.30

Auditorium Manzoni

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Programma

ROBERT SCHUMANN

Concerto in La minore per violoncello e orchestra op. 129

JOHANNES BRAHMS

Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73

Compositori

Robert Schumann

Concerto in la minore per violoncello e orchestra op. 129

Anno di composizione: 1850

Prima esecuzione: Düsseldorf, 23 marzo 1851

Movimenti:
1. Non troppo veloce
2. Lento
3. Molto vivace

Messi a parte altri pezzi concertistici, i concerti solisti di Schumann sono tre, dedicati al pianoforte, al violino e al violoncello. La voce “umana” del cello permise a Schumann di affrontare nel 1850 la composizione del Concerto in la minore portando a eccellenti risultati il tentativo di rendere quanto possibile coerente e compatta la forma d’assieme del concerto. Da un lato, l’articolazione in tre sezioni sfuma di fatto in una sorta di movimento unico, senza soluzione di continuità; dall’altro, una speciale qualità del dialogo tra il solista e l’orchestra viene proprio dalla natura orchestrale del cello, perfettamente inserito nel colore di un’orchestra che per l’occasione viene asciugata in un organico relativamente ridotto, composto da archi, timpani e dalle coppie di flauti, oboi, clarinetti, fagotti, corni e trombe.

Johannes Brahms

Sinfonia n. 2 in Re maggiore op. 73

Anno di composizione: 1877

Prima esecuzione: 30 dicembre 1877

Movimenti:
1. Allegro non troppo; Adagio non troppo
2. Allegretto grazioso (quasi Andantino)
3. Presto ma non assai; Allegro con spirito

Procedendo lungo un percorso metodico e quasi preordinato, Brahms affina, sperimenta e matura i propri strumenti compositivi nelle più maneggevoli forme cameristiche prima di mettersi alla prova sul vasto orizzonte sinfonico. Nella struttura complessa e imponente della sinfonia risiede il sommo ideale dell’espressione brahmsiana. In questo genere il compositore si rivolge decisamente a Beethoven, restaurando una forma, uno stile e un colore orchestrale che si ritenevano ormai superati in nome della nuova orchestra romantica. Un primo e un ultimo movimento di vaste dimensioni deputati alla più complessa gestazione motivo-tematica, incorniciano due episodi centrali di dimensioni più ridotte. L’Adagio non troppo è un esempio di quella intensa espressione severa e toccante raggiunta da Brahms tipicamente nei movimenti lenti, mentre l’Allegretto grazioso, quasi andantino è una danza leggera e gioiosa.