GIOACHINO ROSSINI

Il Barbiere di Siviglia

Composto in poco più di due mesi, Il Barbiere di Siviglia è considerato il capolavoro di Gioachino Rossini. La prima rappresentazione avvenne a Roma nel febbraio 1816 e fu probabilmente per il poco tempo a disposizione che si scelse come soggetto l’ormai consolidata commedia di Beaumarchais, la quale all’epoca era già stata messa in musica ben sei volte. In quest’opera Rossini fa spesso ricorso a materiale musicale già utilizzato in altre opere, ad esempio la sua celebre sinfonia fu scritta prima per l’Aureliano in Palmira e poi presente anche in Elisabetta, regina d’Inghilterra. Il Barbiere di Siviglia non fu da subito apprezzato dal pubblico, ma nel giro di poco tempo divenne simbolo stesso dell’opera buffa e dello stile rossiniano.

La vicenda vede il susseguirsi delle comiche trovate di Figaro, il barbiere e factotum della città, per consentire a Rosina e al Conte d’Almaviva di convolare a nozze a dispetto della volontà di Don Bartolo, tutore della ragazza.

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna

Il nuovo allestimento, interamente prodotto dal Comunale, è firmato dal giovane regista italiano Federico Grazzini, alla sua prima collaborazione con il teatro felsineo. Le scene sono di Manuela Gasperoni, i costumi di Stefania Scaraggi e le luci di Daniele Naldi. Il coro è preparato da Alberto Malazzi.
«Uno degli aspetti fondamentali della nostra lettura è quello metateatrale – dice il regista Federico Grazzini. Nell’opera di Rossini esistono troppi riferimenti metateatrali per essere ignorati, basti pensare a quante volte è citata dai personaggi l’opera stessa: L’inutil precauzione. Se si cercasse di rileggere la storia esclusivamente in chiave realistica, certi elementi apparirebbero drammaturgicamente incoerenti: rappresentare il Barbiere in chiave metateatrale significa innanzitutto mostrare al pubblico che il mondo in cui è ambientata la storia è finto.
Un altro elemento che attraversa l’opera e che abbiamo voluto tematizzare – prosegue il regista – è la follia, l’imprevedibile alternanza delle situazioni e la varietà del gioco teatrale che porta nel finale primo “il cervello poverello” dei personaggi e degli spettatori a “confondersi” e ad “impazzar”. Abbiamo deciso di sviluppare simbolicamente questo filo rosso per mezzo di un elemento: una palla da demolizione. La palla comparirà nei due finali come elemento di rottura che fa breccia nel reale: nel primo per far “rimbombare muri e volte con barbara armonia”, nel secondo per sancire festosamente la vittoria dell’amore come forza irrazionale sul mondo ordinato e dispotico di Bartolo»

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16 | 20 | 22 | 24 | 26 Giugno TOURNÉE IN GIAPPONE

Grazie al contributo di :

DIRETTORE

Domenica 16 giugno | Osaka, Festival Hall
Giovedì 20 giugno | Tokyo, Bunkamura Orchard Hall
Sabato 22 giugno | Yokohama, Kanagawa Kenmin Hall
Lunedì 24 giugno | Tokyo, Bunkamura Orchard Hall
Mercoledì 26 giugno | Fukuoka, Across Fukuoka

cast

CONTE D’ALMAVIVA

FIGARO

16

FIGARO

20 | 22 | 24 | 26

FIORELLO

Tommaso Caramia

UN UFFICIALE

AUTORE

Compositore italiano nato a Pesaro nel 1792 e morto a Parigi nel 1868.
La sua attività ha spaziato attraverso vari generi musicali ma è ricordato soprattuto per le composizioni di opere liriche tra cui Il Barbiere di Siviglia, L’Italiana in Algeri, La Cenerentola.

Considerato uno tra i massimi operisti nella storia della musica per precocità e velocità di composizione è conosciuto anche come il Cigno di Pesaro

SCENE

MANUELA GASPERONI

COSTUMI

STEFANIA SCARAGGI

LUCI

DANIELE NALDI

MAESTRO DEL CORO

ALBERTO MALAZZI