Respighi, ŠostakoviČ, Čajkovskij

Valentin Uryupin - Antonii Baryshevskyi pianoforte

Valentin Uryupin, vincitore nel 2017 del prestigioso Sir Georg Solti International Conductor’s Competition di Francoforte, è un eccellente musicista russo: non solo è un raffinato e brillante direttore d’orchestra, ma come clarinettista ha vinto più di 20 concorsi internazionali, esibendosi in tutto il mondo. La sua carriera di direttore è equamente divisa tra il palcoscenico sinfonico e il teatro d’opera.

 

Nato a Kiev. classe 1988, Antonii Baryshevskyi iniziò a suonare il pianoforte all’età di sette anni.

Vincitore di numerose competizioni internazionali, si è aggiudicato fra gli altri il Primo Premio al Concorso “Jaen” 2009, al Concorso “Arthur Rubinstein” di Tel Aviv e al “Prix du piano Interlaken classic” di Berna 2014 e Premio della Critica al “Busoni” di Bolzano 2011.
Si è esibito in recital nei principali festival e in prestigiose sale da concerto, incidendo per Naxos e Cavi alcuni cd solistici con musiche di Ravel, Debussy e del grande repertorio russo da Rachmaninov a Skrjabin.

 

Sabato 23 novembre | 20.30Teatro Comunale

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Programma

OTTORINO RESPIGHI

Fantasia Slava in Sol minore
per pianoforte e orchestra

 

DMITRIJ  ŠOSTAKOVIČ

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 102

 

PËTR IL’IČ ČAJKOVSKIJ

Sinfonia n. 3 op. 29 in Re maggiore
Polacca

Compositori

Fantasia Slava in Sol minore per pianoforte e orchestra (durata 10’)

Data composizione: 1903
Prima esecuzione: Bologna, 31 gennaio 1904
Movimenti:
1. Andante
2. Allegro con fuoco
3. Lento
4. Allegro

Autore della celebre ‘trilogia romana’ ed esponente della cosiddetta ‘generazione dell’Ottanta’, Respighi è uno dei compositori italiani del Novecento maggiormente presente nel repertorio delle orchestre sinfoniche. Con l’obiettivo di rivitalizzare la tradizione sinfonica italiana, quella romantica dell’800, molte delle sue opere giovanili risentono degli influssi di Stravinskji e del colorismo orchestrale di Rimskji-Korsakov (in quegli anni Respighi viene assunto come violinista presso l’orchestra di San Pietroburgo). I lasciti e le eredità di quel breve periodo di studi con Rimskji-Korsakov sono evidenti proprio nella Fantasia Slava e in particolare nell’Andante di apertura pervaso da un tema cupo e malinconico.

Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 op. 102 (durata 17’)

Anno di composizione: 1957
Prima esecuzione: Mosca, Sala grande del Conservatorio, 10 Maggio 1957
Movimenti:
1. Allegro
2. Andante
3. Allegro

L’insolita leggerezza che permea questo brano ha ragioni intrinseche alla vita e alla storia della Russia di quegli anni. Nel 1953 Stalin morì e questo per gli artisti significò la possibilità di ritornare a creare con una certa indipendenza svincolati dall’imposta forzatura di comporre opere atte a glorificare la storia russa. Inoltre l’opera è un regalo di compleanno al diciannovenne figlio Maksim, pianista talentuoso che eseguì come solista il concerto alla prima esecuzione a Mosca. Il Concerto n. 2 è un viaggio personale dell’autore nel ‘classicismo’, evidente anche nella struttura formale: l’opera mantiene i tradizionali tre movimenti, in cui l’Andante che introduce un tema malinconico segna un cambio di atmosfera che smorza i toni vivaci, i tempi rapidi e l’allegria del I e III movimento, quest’ultimo in forma-sonata.

Sinfonia n. 3 in Re Maggiore op. 29 Polacca (durata 44’)

Anno di composizione: 1875
Prima esecuzione: Mosca, 7 novembre 1875
Movimenti:
1. Moderato assai (Tempo di marcia funebre). Allegro brillante
2. Alla tedesca. Allegro moderato e semplice
3. Andante elegiaco
4. Scherzo. Allegro vivo.
5. Finale. Allegro con fuoco (Tempo di polacca)

Considerata la meno riuscita delle sei sinfonie, il maestro compose l’opera nei pochi mesi dell’estate del 1875, rappresentata poi nello steso anno sotto la direzione di Nikolaj Rubinštejn. La Sinfonia n. 3 è la sola ad avere la suddivisione in cinque movimenti e ad essere in modo maggiore. Il titolo “Polacca” con il quale spesso viene accompagnata è un rimando al ritmo polacco che accompagna l’ultimo movimento.

Acoustic room

realizzata grazie ad

Alfa Wassermann S.p.A.

2015

ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Orchestra di grande tradizione, si sono avvicendati alla sua guida S. Celibidache, Z. Peskó, V. Delman, R. Chailly, D. Gatti. Da gennaio 2015 Michele Mariotti, dopo essere stato Direttore principale dal 2008, ha assunto il ruolo di Direttore Musicale. L’Orchestra del Teatro Comunale è frequentemente invitata all’estero e, in particolare, ha un rapporto privilegiato con il Giappone, dove si è esibita in sei tournées dal 1993 al 2013.
Dal 1988 partecipa regolarmente al Rossini Opera Festival. Nel marzo 2013 i corpi artistici del Teatro Comunale di Bologna diretti da Mariotti sono stati protagonisti del concerto inaugurale del IV Festival internazionale Mstislav Rostropovich di Mosca eseguendo la Messa da Requiem di Verdi. Nell’ottobre del 2015, le compagini artistiche del Teatro Comunale con il loro Direttore Musicale Michele Mariotti hanno inaugurato la rassegna Lingotto Musica, presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino, con lo Stabat Mater e l’Ouverture e le Danze dal Guillaume Tell di Rossini. Nel 2016 l’Orchestra del Teatro è stata protagonisti del Rossini Opera Festival in tre appuntamenti: La donna del lago firmata dal regista Damiano Michieletto, Ciro in Babilonia, con la regia di Davide Livermore e “Florez 20”, concerto per festeggiare i 20 anni dal debutto a Pesaro del tenore peruviano.

Il 2017 ha segnato una rinnovata collaborazione tra il Teatro Comunale di Bologna e il Festival Verdi di Parma, che ha visto impegnati l’Orchestra e il Coro nella Traviata firmata dal regista Andrea Bernard e nello Stiffelio con la regia di Graham Vick, che ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica vincendo il Premio Speciale del 37° Premio della critica Musicale “Franco Abbiati”.

Nel 2018 l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna è stata nuovamente in scena al Festival Verdi con Un giorno di regno per la regia di Massimo Gasparon (dall’originale di Pier Luigi Pizzi) e, di rara esecuzione, la versione francese del Trovatore, Le Trouvère, con la prestigiosa regia di Bob Wilson.