MENDELSSOHN-BARTHOLDY | BEETHOVEN 

Yoel Levi / Alexandra Dovgan, pianoforte

Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna

Yoel Levi

Alexandra Dovgan nasce nel 2007 in una famiglia di musicisti e inizia i suoi studi di pianoforte all’età di quattro anni e mezzo. Il suo straordinario talento viene subito notato e a cinque anni entra nella rinomata Scuola Centrale del Conservatorio di Mosca dove attualmente studia sotto la guida di Mira Marchenko. La giovane pianista ha già suonato in alcune delle più prestigiose sale da concerto europee ed è stata diretta da Valery Gergiev, Vladimir Spivakov e Vladimir Fedoseyev.

Lunedì 30 Marzo | H 20.30

Auditorium Manzoni

Programma

FELIX MENDELSSOHN-BARTHOLDY

Concerto n. 1 in Sol minore per pianoforte e orchestra Op. 25 (MWV O7)

LUDWIG VAN BEETHOVEN

Sinfonia n. 3 in Mi bemolle maggiore Op. 55 “Eroica”

Compositori

Felix Mendelssohn-Bartholdy

COMPOSITORE

Concerto n. 1 in Sol minore per pianoforte e orchestra Op. 25 (MWV O7)

Anno di composizione: 1838

Prima esecuzione: 11 aprile 1838

Movimenti:
1. Molto allegro con fuoco
2. Andante
3. Presto

Composto a Roma durante un viaggio in Italia, il concerto si compone di tre movimenti che usano diverse tecniche formali relativamente nuove. Nel Molto allegro con fuoco, ad esempio, il piano entra dopo poche battute contrastando immediatamente con il “tutti” orchestrale, mentre nei concerti dell’era classica si era soliti far precedere l’ingresso di un assolo da un “tutti”. Il primo movimento non si chiude ma termina con una transizione che accompagna il suono fino al confine con l’Andante. Nel Presto finale ritornano diversi temi del Molto allegro con fuoco

Ludwig Van Beethoven

Sinfonia n. 3 in Mibemolle maggiore Op. 55 Eroica

Anno di composizione: 1802/1804

Prima esecuzione: Vienna, Theater an der Wien, 7 Aprile 1805

Movimenti:
1. Allegro con brio
2. Marcia funebre: Adagio assai
3. Scherzo: Allegro vivace
4. Finale: Allegro molto; Poco Andante; Presto

I quattro movimenti della “Sinfonia Eroica, composta per festeggiare il sovvenire di un grand’Uomo” (titolo che venne infine apposto all’Opera, tralasciando quello originale che prevedeva il nome di Napoleone) scandiscono un ritmo immediatamente tangibile nella sua sbalorditiva efficacia rappresentativa. Per questa ragione il movimento lento è sottoposto ad un gioco degno di una grande maestro delle illusioni: si profila lento e solenne, trasformato in una Marcia Funebre, uno dei modelli del repertorio musicale del tempo. E lo Scherzo potrebbe suggerire che l’eroe in questione non sia l’autore stesso di questa musica, che il musicista sia pronto a prendere le distanze. L’ultimo tempo scatena a folle velocità una serie di variazioni, con un tema finale che scaturisce da un motivo ricavato dal balletto Le creature di Prometeo, presentato da Beethoven a Vienna poco tempo prima.