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07.03.2014
CONCERTO SINFONICO DIRETTO DA JURAJ VALČUHA

Direttore JURAJ VALČUHA

 Orchestra  

del Teatro Comunale di Bologna

 Richard Strauss  

Don Juan, op. 20

Franz Joseph Haydn

Sinfonia n. 85 in si bemolle maggiore, La Regina

 Sergej Vasil’evič Rachmaninov

Danze sinfoniche, op. 45

Domenica 9 marzo 2014, alle ore 20.30, presso l’Auditorium Teatro Manzoni, il Direttore Juraj Valčuha dirige l’Orchestra del Teatro Comunale nel quarto appuntamento della Stagione Sinfonica 2014.

Atteso e gradito ritorno sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale con il talentuoso maestro slovacco Juraj Valčuha, dopo il successo riportato la scorsa stagione ad inaugurazione della sinfonica con il concerto-evento realizzato con le proiezioni della Fura dels Baus.

“Fin dalla prima pubblicazione nel 1630 del dramma in versi di Tirso de Molina, El burlador de Sivilla y Convidado de pietra, il mito di Don Giovanni ha affascinato per secoli scrittori, filosofi e compositori. In epoca romantica il lucido e beffardo personaggio del mito si trasforma in eroe ideale, incarnazione della «genialità sensuale» rappresentabile, secondo Kirkegaard, solo nel fluire incessante del tempo musicale. Don Giovanni diviene creatura quasi sublime, infelice, votata all’autodistruzione e alla ricerca costante dell’ideale assoluto di donna; un eroe disilluso, incapace di soddisfare la personale ricerca nella continua corsa contro il tempo; un eroe che giunge al disgusto e alla morte (Don Juan di Nikolaus Lenau, 1844). Quando Richard Strauss nel 1887, appena ventiquattrenne, si pone alla composizione del Don Juan, (primo dei sette poemi sinfonici), sceglie di legare la sua musica ai versi del romantico Lenau, riportando in partitura tre episodi del poema in funzione illustrativa. Ben presto Strauss supera il legame con la poesia, riconoscendo nella musica l’unica forza espressiva capace di per sé di far rivivere i sentimenti sottesi ad essa. L’atto compositivo è fatto poetico per sé, poesia per sonos non per verba. […] Fin dall’inizio lo spazio sonoro è invaso dal tema tumultuoso, clamoroso e vivace che suggerisce la vitalità esuberante del mitico eroe. […]

Quando nel 1784 il Conte d’Ogny commissiona a Franz Joseph Haydn la composizione di sei sinfonie (corrispondenti ai numeri 82-87) per conto della società massonica dei Concerts de la Loge Olympique di Parigi, la fama del compositore e la sua musica sono ormai diffuse fra le principali corti d’Europa. Haydn, che fino al 1779 aveva composto esclusivamente per la splendida corte del principe Estheràzy, libero ormai di pubblicare la sua musica e di comporre per committenti esterni alla corte, nell’accettare il ben remunerato incarico deve affrontare una nuova sfida: la grande orchestra della Loge di circa 50 elementi (ad Esterhàza non superavano i 24) e il vasto pubblico del teatro da accattivare. Nascono così le sue prime grandi sinfonie, le “Parigine”, così denominate sia per la committenza sia per l’uso di stilemi e melodie dal gusto francese. Eseguite con grande successo per la prima volta nel 1785, esse consacrano Haydn “padre” della sinfonia.

La Sinfonia n. 85, accattivante, elegante e virtuosistica, conosciuta con l’appellativo de “La Regina” poiché preferita dalla regina Maria Antonietta per la ripresa della melodia popolare, La gentille et jeune Lisette, si presenta in 4 movimenti (Vivace, Romance, Minuetto, Finale). […]

Dopo aver lasciato la Russia nel 1917, in seguito alla Rivoluzione bolscevica, Sergej Vasil’evič Rachmaninov si dedica più all’attività pianistica che a quella di compositore, fino ad allora intensa, annoverando fino al 1940 poche opere nuove. La composizione delle Danze Sinfoniche (1940), che chiudono il catalogo compositivo del russo, si può considerare una sorta di testamento musicale in cui reminescenze del passato ed innovazioni del presente si fondono. Da un lato non mancano l’autocitazione (la ripresa del tema della Prima Sinfonia nel I mov.) e i riferimenti sia alla tradizione musicale russa (le battute iniziali sono esplicito riferimento alla musica sacra ortodossa) sia a quella occidentale (come la ripresa della melodia gregoriana del Dies Irae alla fine del III mov.); dall’altro il ritmo è un chiaro riferimento a Prokof’ev e al jazzista americano Bennet, mentre l’orchestra romantica si arricchisce con l’aggiunta del pianoforte, dello xilofono, delle percussioni e del saxofono.  Destinate in un primo momento (stesura per due pianoforti, 1938) ad essere la base per un balletto da realizzare al Covent Garden con il coreografo Michel Fokin (morto nel 1939), le Danze sono ripensate da Rachmaninov per grande orchestra e dedicate ad Eugéne Ormandy e alla Philadelphia Orchestra che le esegue per la prima volta nel 1941. […]

Dal programma di sala di Daniela Galesi.

Juraj Valčuha è Direttore Principale dell´Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI dal 2009.

Nato nel 1976 a Bratislava vi studia composizione e direzione, poi a San Pietroburgo con Ilya Musin e Parigi. Nel 2006 il debutto italiano avvie­ne al Comunale di Bologna con la Bohème. Seguono inviti dalle mag­giori compagini internazionali quali i Münchner Philharmoniker, London Philharmonia, Oslo Philharmonic, DSO Berlin, Gewandhaus Leipzig, Swedish Radio, Orchestre National de France, Staatskapelle Desden, Pittsburgh Symphony, Los Angeles Philharmonic e National Symphony Washington.

Nel 2011 e 2012 debutta con la Filarmonica di Berlino, l´Orchestra del Concertgebouw Amsterdam, la Boston Symphony e ritrova la Pittsburgh Symphony, i Münchner Philharmoniker, Staatskapelle Dresden e Philharmonia. Dirige una nuova produzione di Bohème alla Fenice nonché le Orchestre del Maggio Musicale e dell’Accademia di Santa Cecilia. Con l´Orchestra Sinfonica della RAI effettua una tournée al Musikverein di Vienna, alla Philharmonie di Berlino, e nella stagione di Abu Dhabi Classics con il solista Yo-Yo Ma.

La stagione 2012/2013 lo ha visto debuttare con la New York Philharmonic, la Filarmonica della Scala e la San Francisco Symphony. Ritrova i Münchner Philharmoniker, Orchestre de Paris, Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, l´Orchestra del Teatro Comunale di Firenze, la National Symphony a Washington e la Philharmonia di Londra.

Nel 2013 e 2014 è impegnato in tour con l’OSN Rai al Festival Enescu di Bucarest, a Verona e Rimini e con l’Orchestra dellAccademia di Santa Cecilia al Festival di Bratislava. Prosegue a capo dei Münchner Philharmoniker, la London Philharmonia, Pittsburgh Symphony, Orchestre della Radio NDR di Amburgo, della Radio WDR di Colonia nonché della Radio Svedese a Stoccolma e della NHK a Tokyo. In Italia ritrova le Orchestre del Teatro San Carlo di Napoli e del Teatro Comunale di Bologna. Dirige Madama Butterfly al Comunale di Firenze nonché L´amore delle tre melarance di Prokof’ev al Maggio Musicale 2014.

Nella stagione 2015 del Teatro Comunale di Bologna dirigerà una nuova produ­zione di Jenufa di Leoš Janàček.

Bologna, 7 marzo 2014

L’Ufficio stampa

Tel. 051.529947  

www.comunalebologna.it

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