STAGIONE SINFONICA 2022

MENDELSSOHN BARTHOLDY | DVOŘÁK

Ido Arad, direttore

Veriko Tchumburidze, violino

Orchestra del TCBO

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Giovedì 10 marzo | H 20.30

Auditorium Manzoni

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Vriko Tchumburidze

PROGRAMMA

Felix Mendelssohn Bartholdy

Concerto per violino e orchestra in mi minore, op. 64

Anno di composizione: 1844
Prima esecuzione: 13 marzo 1845, Lipsia
Movimenti: 

  1. Allegro molto appassionato
  2. Andante
  3. Allegretto non troppoAllegro molto vivace

L’ultimo concerto solistico composto da Felix Mendelssogn (che morirà due anni dopo, nel 1847, a soli trentasei anni), è anche uno dei più celebri di tutta la letteratura violinistica. Meritatamente celebre, per l’immediata riconoscibilità e l’attrattiva dei suoi temi, dall’Allegro appassionato iniziale alla cantabilità poetica e spirituale dell’Andante, fino a un Allegretto non troppo Allegro vivace quanto mai affabile e brillante. Accattivante e d’indubbio effetto, il concerto vanta, però, soprattutto una scrittura di altissima qualità e raffinatezza, che lo ha fatto amare da molti dei più grandi violinisti, a partire dal primo interprete, Ferdinand David, il quale collaborò con Mendelssohn nell’estenuante stesura intrapresa nel 1838.  

Antonín Dvořák

Sinfonia n. 7 in re minore, op. 70

Anno di composizione: 1884-1885
Prima esecuzione:
22 aprile 1885, Londra
Movimenti:

  1. Allegro maestoso
  2. Poco adagio
  3. Scherzo: Vivace – Poco meno mosso
  4. Finale: Allegro

Già il fatto che Dvořák non avesse ritenuto degne di pubblicazione le sue prime quattro sinfonie, rimescolando anche la cronologia delle successive (la Settima uscì come seconda) la dice lunga sul suo cammino tortuoso verso l’affermazione internazionale. Identificato, fra Smetana e Janáček, con la scuola ceca, con le sue Danze slave (1878) ottenne popolarità oltre i confini austroungarici e a Londra, invitato per una serie di concerti, gli fu commissionata una Sinfonia. Nacque la Settima, in cui Dvořák dimostra l’ampio respiro della sua arte, con il modello di Brahms ben presente. Il successo fu immediato, tuttavia l’autore restò dubbioso sulla qualità del suo lavoro e solo nel 1889 con la direzione di von Bülow lo convinse pienamente. 

ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Orchestra di grande tradizione, si sono avvicendati alla sua guida come Direttori musicali Sergiu Celibidache, Zoltán Peskó, Vladimir Delman, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Michele Mariotti. Tra i direttori d’orchestra che hanno guidato il complesso si segnalano Gary Bertini, Myung-Whun Chung, James Conlon, Pinchas Steinberg, Valery Gergiev, Eliau Inbal, Vladimir Jurowskij, Daniel Oren, Peter Maag, Neville Marriner, Kurt Masur, Riccardo Muti, Mstislav Rostropovič, Esa Pekka Salonen, Georg Solti, Christian Thielemann, Charles Dutoit, Georges Prêtre. L’Orchestra del Teatro Comunale è frequentemente invitata all’estero (Olanda, Romania, Spagna, Francia e Svizzera) e ha partecipato a prestigiosi Festival (Amsterdam 1987, Parma 1990, Wiesbaden 1994, Santander 2004 e 2008, Aix en Provence 2005, Savonlinna 2006, Macao 2013, Muscat 2015, Guanajuato in Messico 2017, Parigi 2018). Un rapporto privilegiato con il Giappone ha dato seguito a svariate tournée, di cui la più recente in giugno 2019 ad Osaka, Tokyo, Yokohama, Fukuoka, con Rigoletto per la regia di Alessio Pizzech e Il barbiere di Siviglia per la regia di Federico Grazzini.

Numerose le produzioni discografiche, tra le quali La Favorita diretta da Richard Bonynge, Oberto Conte di San Bonifacio diretto da Zoltán Peskó, Il barbiere di Siviglia diretto da Giuseppe Patané, La figlia del reggimento diretta da Bruno Campanella, Le maschere e La bohème dirette da Gianluigi Gelmetti, La scala di seta diretta da Gabriele Ferro, Macbeth, Manon Lescaut, Rigoletto, La cenerentola, Messa Solenne e le produzioni videografiche dei Vespri siciliani e di Giovanna d’Arco e Werther dirette da Riccardo Chailly, Armida diretta da  Daniele Gatti, Simon Boccanegra diretto da Michele Mariotti.

L’Orchestra, guidata da Michele Mariotti, ha inciso per Decca un CD di arie sacre con Juan Diego Flórez e per Sony un album di arie romantiche con Nino Machaidze. Per Deutsche Grammophon Le Comte Ory con Flórez e La Nuit de Mai, arie d’opera e canzoni di Leoncavallo, con Placido Domingo. Di recente pubblicazione per l’etichetta PENTATONE un CD di ouvertures rossiniane per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore.

Nel marzo 2013 i corpi artistici del Teatro Comunale di Bologna diretti da Michele Mariotti sono stati protagonisti del concerto inaugurale del IV Festival internazionale Mstislav Rostropovich di Mosca eseguendo la Messa da Requiem di Verdi. Nell’ottobre del 2015, sempre con Michele Mariotti sul podio, hanno inaugurato la rassegna Lingotto Musica presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino, dove hanno eseguito lo Stabat Mater, l’Ouverture e le Danze dal Guillaume Tell di Rossini.

Dopo una trentennale partecipazione al Rossini Opera Festival (dal 1988 al 2016), il 2017 ha segnato una nuova collaborazione tra il Teatro Comunale di Bologna e il Festival Verdi di Parma che, tra le varie produzioni, ha visto impegnata l’Orchestra ne lo Stiffelio firmato da Graham Vick. Andato in scena al Teatro Farnese, ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica vincendo il Premio Speciale del 37° Premio della critica Musicale “Franco Abbiati”. Gli impegni dell’autunno 2019 dell’Orchestra per il Festival Verdi comprendono Luisa Miller alla Chiesa di San Francesco del Prato a Parma e Aida al Teatro Verdi di Busseto.

Nel 2019, la produzione del Teatro Comunale La bohème di Graham Vick ha vinto il Premio Abbiati come miglior spettacolo.