STAGIONE SINFONICA 2022

BRAHMS | DVOŘÁK | ELGAR

Asher Fisch, direttore

Orchestra del TCBO

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Giovedì 16 Giugno | H 20.30

Auditorium Manzoni

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Asher Fisch

PROGRAMMA

Johannes Brahms

Variazioni su un tema di Haydn, op. 56a

Anno di composizione: 1873
Prima esecuzione: 2 novembre 1873, Vienna

Schumann era stato buon profeta nel riconoscere l’attitudine orchestrale del giovane amico Brahms. Tuttavia, questi si avvicinò al genere con cautela e reverenziale timore: è già quarantenne quando scrive le Variazioni su un tema di Haydn, una sorta di prova generale per il completamento e l’effettivo debutto di quella Prima Sinfonia messa in cantiere già da undici anni.  Tema (il Chorale in honorem St. Antonii), otto variazioni, un Andante finale nella forma barocca della passacaglia con il riemergere grandioso del tema: Brahms afferma il suo legame con il passato, la sua padronanza del contrappunto e dell’arte della variazione, ma questa maestria non appare mai pedante o conservatrice e rivela un rapporto sempre vitale con la storia. 

Antonín Dvořák

Variazioni Sinfoniche

Anno di composizione: 6 agosto – 28 settembre 1877, Praga
Prima Esecuzione: 2 dicembre 1877, Prozátimní Divadlo, Praga

Si dice che le Variazioni sinfoniche di Dvořák siano nate da una sfida fra amici: elaborare un tema “impossibile”. Nel caso specifico si tratta di “Já jsem huslař” (“Io sono un violinista”), canto corale per sole voci maschili dello stesso Dvořák su testo di Adolf Heyduk. Prendendo a modello Brahms, il compositore ceco sviluppa ventisette variazioni e una fuga in cui dà prova del suo virtuosismo tecnico, spaziando fra umori opposti e riferimenti a danze e ritmi della sua terra. Sebbene le Variazioni sinfoniche passino in sordina alla prima esecuzione a Praga nel dicembre del 1877, quando la fama di Dvořák si consolida a livello internazionale vengono riproposte, assai apprezzate ed entrano nel repertorio accostate ad altre partiture simili. 

Edward Elgar

Enigma variations, op.36

Anno di composizione: 5 – 19 febbraio 1899
Prima esecuzione: 19 giugno 1899, St. James’s Hall, Londra

Una sera d’autunno, il trentanovenne Edward Elgar suona improvvisando distrattamente e la moglie gli fa notare una melodia che le ricorda qualcuno. Messa su carta, darà origine a quattordici variazioni dedicate a familiari e conoscenti, prima e ultimo proprio i coniugi Elgar. Una serie di ritratti affettuosi, insomma, permeati da un umorismo tutto inglese, in una sorta di sofisticato gioco di società – ormai risolto – per indovinare chi si celi dietro ciascuna variazione. C’è, però, anche un ulteriore enigma, annunciato dal compositore nel programma della prima esecuzione pubblica, il 19 giugno 1899 a Londra: un secondo tema “che non si suona” e attraversa l’intera opera. Messaggio cifrato, citazione colta o popolare? L’enigma resta tale. 

ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Orchestra di grande tradizione, si sono avvicendati alla sua guida come Direttori musicali Sergiu Celibidache, Zoltán Peskó, Vladimir Delman, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Michele Mariotti. Tra i direttori d’orchestra che hanno guidato il complesso si segnalano Gary Bertini, Myung-Whun Chung, James Conlon, Pinchas Steinberg, Valery Gergiev, Eliau Inbal, Vladimir Jurowskij, Daniel Oren, Peter Maag, Neville Marriner, Kurt Masur, Riccardo Muti, Mstislav Rostropovič, Esa Pekka Salonen, Georg Solti, Christian Thielemann, Charles Dutoit, Georges Prêtre. L’Orchestra del Teatro Comunale è frequentemente invitata all’estero (Olanda, Romania, Spagna, Francia e Svizzera) e ha partecipato a prestigiosi Festival (Amsterdam 1987, Parma 1990, Wiesbaden 1994, Santander 2004 e 2008, Aix en Provence 2005, Savonlinna 2006, Macao 2013, Muscat 2015, Guanajuato in Messico 2017, Parigi 2018). Un rapporto privilegiato con il Giappone ha dato seguito a svariate tournée, di cui la più recente in giugno 2019 ad Osaka, Tokyo, Yokohama, Fukuoka, con Rigoletto per la regia di Alessio Pizzech e Il barbiere di Siviglia per la regia di Federico Grazzini.

Numerose le produzioni discografiche, tra le quali La Favorita diretta da Richard Bonynge, Oberto Conte di San Bonifacio diretto da Zoltán Peskó, Il barbiere di Siviglia diretto da Giuseppe Patané, La figlia del reggimento diretta da Bruno Campanella, Le maschere e La bohème dirette da Gianluigi Gelmetti, La scala di seta diretta da Gabriele Ferro, Macbeth, Manon Lescaut, Rigoletto, La cenerentola, Messa Solenne e le produzioni videografiche dei Vespri siciliani e di Giovanna d’Arco e Werther dirette da Riccardo Chailly, Armida diretta da  Daniele Gatti, Simon Boccanegra diretto da Michele Mariotti.

L’Orchestra, guidata da Michele Mariotti, ha inciso per Decca un CD di arie sacre con Juan Diego Flórez e per Sony un album di arie romantiche con Nino Machaidze. Per Deutsche Grammophon Le Comte Ory con Flórez e La Nuit de Mai, arie d’opera e canzoni di Leoncavallo, con Placido Domingo. Di recente pubblicazione per l’etichetta PENTATONE un CD di ouvertures rossiniane per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore.

Nel marzo 2013 i corpi artistici del Teatro Comunale di Bologna diretti da Michele Mariotti sono stati protagonisti del concerto inaugurale del IV Festival internazionale Mstislav Rostropovich di Mosca eseguendo la Messa da Requiem di Verdi. Nell’ottobre del 2015, sempre con Michele Mariotti sul podio, hanno inaugurato la rassegna Lingotto Musica presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino, dove hanno eseguito lo Stabat Mater, l’Ouverture e le Danze dal Guillaume Tell di Rossini.

Dopo una trentennale partecipazione al Rossini Opera Festival (dal 1988 al 2016), il 2017 ha segnato una nuova collaborazione tra il Teatro Comunale di Bologna e il Festival Verdi di Parma che, tra le varie produzioni, ha visto impegnata l’Orchestra ne lo Stiffelio firmato da Graham Vick. Andato in scena al Teatro Farnese, ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica vincendo il Premio Speciale del 37° Premio della critica Musicale “Franco Abbiati”. Gli impegni dell’autunno 2019 dell’Orchestra per il Festival Verdi comprendono Luisa Miller alla Chiesa di San Francesco del Prato a Parma e Aida al Teatro Verdi di Busseto.

Nel 2019, la produzione del Teatro Comunale La bohème di Graham Vick ha vinto il Premio Abbiati come miglior spettacolo.