GIUSEPPE VERDI

Luisa Miller

Tratta dalla tragedia di Schiller Kabale und Liebe e sceneggiata da Salvadore Cammarano, Luisa Miller tratteggia una vicenda romanticamente intima e tormentata. L’opera, andata in scena per la prima volta l’8 dicembre 1849, racconta con cura le molteplici sfumature della tempestosa “vera storia di due amanti infelici”, Rodolfo e Luisa. Fin dall’ouverture, Verdi non lascia dubbi sul modo di essere della protagonista e del suo amato: l’amore, disperato o fervido, prevale sull’odio e l’indignazione.

Nuova produzione del Teatro Comunale di Bologna


progetto artistico e regia marionanni

15 | 17 | 19 | 21 Aprile 2020

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DIRETTORE

MAESTRO DEL CORO

MER | 15 | APR | Turno Prima | H  20.00
VEN | 17 | APR | Turno A | H  20.00
DOM | 19 | APR | Turno D | H  15.30
MAR | 21 | APR | Turno B | H  20.00

NOTE DI REGIA

nel 1851, in opera e dramma, richard wagner teorizzò la rottura dei confini fra le arti che, guidate dalla musica, potevano finalmente diventare un solo, unico corpo artistico. i geni del rinascimento aspiravano all’opera perfetta, nella quale le discipline tutte trovassero una sintesi compiuta. solo quando le arti si uniscono, si raggiunge l’incanto e tutto diventa poesia. è il mio sogno. l’arte totale è opera di genio e ingegno, si concretizza con la grazia di una sostanza materica e simbolica, fisica e metafisica della luce: l’emozione del nulla. dirigendo e governando ogni elemento, la luce fa sì che la scena, i volumi, i costumi, i gioielli, gli interpreti vivano e raccontino luisa miller di verdi.
la liv, luce a immagini variabili, costruisce l’atmosfera e vivifica la scena. il progetto artistico ingloba lo studio dei movimenti degli interpreti. ne ho curato la regia perché il melodramma verdiano esige una luce melodrammatica: macchine di luce, appositamente progettate, reggono l’opera entro un tenore strutturato e cadenzato, mentre l’ombra, sorella della luce, accompagna il precipitare degli eventi verso la tragedia: è macchia proiettata sul muro, è orma di perdizione, è dilemma e angoscia che incombe.
la storia d’amore di luisa miller svela il conflitto tra ideale e possibile, coercizione e libertà: ecco che un equilibrio di continuità e pause si sviluppa. i tragici dualismi trovano riscontro nella divisione scenografica tra due aree contrapposte. il luogo è nudo ed estraniato, metafisico. non imita nessuno spazio particolare. al suo centro, un tavolo. non un oggetto, bensì un luogo nel luogo che raccorda e separa le due parti in conflitto. è limite ed è lo spazio dell’esistere, attorno al quale l’azione, la storia, la luce prendono corpo.
all’aurora, il tavolo è giardino di primavera, luogo di incontro, d’amore e gioia. di confidenza e letizia. al crepuscolo, il tavolo diventa letto di morte. sparecchiati via i segni di vita, su di esso si abbattono i corpi morenti. il coro, spersonalizzato e assiepato sullo sfondo, viene avanti, si dispone lungo i lati, assiste alla fine che si compie al centro della scena.
una folata di vento, inesorabile, spegne l’ultima luce.
marionanni

 

CAST

COMPOSITORE

Giuseppe Verdi

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Giuseppe Verdi (1813-1901) è il compositore d’opera al quale più è legata l’identità italiana, perché durante la sua lunga carriera ha intonato i valori e i sentimenti più intimi di un paese frammentario che con la sua musica e i suoi testi ha imparato a parlare l’italiano.
Fra i temi prediletti dal maestro di Busseto anche le varie contraddizioni insite nel rapporto genitori-figli, interpretato da capolavori come Rigoletto, Il trovatore, La traviata, Simon Boccanegra, Luisa Miller.