STAGIONE SINFONICA 2022 | Evento Speciale

SCHUMANN

Valentin Uryupin, direttore

Sergej Khachatryan, violino

Orchestra del TCBO

Sabato 26 marzo | H 20.30

Auditorium Manzoni

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Valentin Uryupin

Sergej Khachatryan

PROGRAMMA

Robert Schumann

Concerto per violino e orchestra in re minore

Anno di composizione: 3 ottobre 1853
Prima esecuzione:
26 novembre 1937, Alte Philharmonie Saal, Berlino
Movimenti:

  1. In kräftigem, nicht zu schnellem Tempo (re minore)
  2. Langsam (si bemolle maggiore)
  3. Lebhaft, doch nicht schnell (re maggiore)

Il 21 settembre 1853 Schumann annota «Iniziato pezzo per violino», dieci giorni dopo di averlo ultimato. Sono gli ultimi giorni felici delle serate musicali con la moglie Clara, Brahms e il violinista Joachim. L’anno successivo la sua salute mentale precipiterà fino al tentativo di suicidio e, nel 1856, alla morte. Dapprima entusiasti, Clara e Joachim esprimono allora perplessità sul concerto, forse segnati dagli ultimi tragici eventi, forse in sintonia con mutate tendenze. L’emersione dall’oblio nel 1937 fu strumentalizzata dalla propaganda nazista che cercava un’alternativa “tedesca” al concerto di Mendelssohn, estromesso dai cartelloni per le origini ebraiche e tuttavia chiaro punto di riferimento per Schumann nel suo percorso originale. 

Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore, op. 97, “Renana”

Anno di composizione: 9 dicembre 1850, Düsseldorf
Prima esecuzione:
6 febbraio 1851, Neues Theater, Düsseldorf
Movimenti:

  1. Lebhaft (mi bemolle maggiore)
  2. Scherzo. Sehr massig (do maggiore)
  3. Nicht schnell (la bemolle maggiore)
  4. Feierlich (do minore). Dir Halben wie vorher die Viertel
  5. Lebhaft (mi bemolle maggiore). Schneller

Nel 1850 Schumann si è appena trasferito a Düsseldorf come Musikdirektor dell’orchestra locale. Qui sembra ritrovare la serenità dopo un periodo turbolento di tormenti creativi, incertezze politiche, turbamento per la morte prematura di Mendelssohn. Ecco allora che prende forma una Sinfonia di ampio respiro ispirata al fiume Reno – ironia della sorte, lo stesso in cui quattro anni dopo tenterà il suicidio. La struttura ciclica fra Vivace iniziale e conclusivo non si articola nei canonici quattro movimenti della sinfonia classica, bensì in cinque. La scelta dimostra come Schumann raccolga l’eredità di Beethoven in un percorso di rinnovamento formale e poetico in cui trova spazio anche la gustosa descrizione di paesaggi e di danze popolari. 

ORCHESTRA DEL TEATRO COMUNALE DI BOLOGNA

Orchestra di grande tradizione, si sono avvicendati alla sua guida come Direttori musicali Sergiu Celibidache, Zoltán Peskó, Vladimir Delman, Riccardo Chailly, Daniele Gatti, Michele Mariotti. Tra i direttori d’orchestra che hanno guidato il complesso si segnalano Gary Bertini, Myung-Whun Chung, James Conlon, Pinchas Steinberg, Valery Gergiev, Eliau Inbal, Vladimir Jurowskij, Daniel Oren, Peter Maag, Neville Marriner, Kurt Masur, Riccardo Muti, Mstislav Rostropovič, Esa Pekka Salonen, Georg Solti, Christian Thielemann, Charles Dutoit, Georges Prêtre. L’Orchestra del Teatro Comunale è frequentemente invitata all’estero (Olanda, Romania, Spagna, Francia e Svizzera) e ha partecipato a prestigiosi Festival (Amsterdam 1987, Parma 1990, Wiesbaden 1994, Santander 2004 e 2008, Aix en Provence 2005, Savonlinna 2006, Macao 2013, Muscat 2015, Guanajuato in Messico 2017, Parigi 2018). Un rapporto privilegiato con il Giappone ha dato seguito a svariate tournée, di cui la più recente in giugno 2019 ad Osaka, Tokyo, Yokohama, Fukuoka, con Rigoletto per la regia di Alessio Pizzech e Il barbiere di Siviglia per la regia di Federico Grazzini.

Numerose le produzioni discografiche, tra le quali La Favorita diretta da Richard Bonynge, Oberto Conte di San Bonifacio diretto da Zoltán Peskó, Il barbiere di Siviglia diretto da Giuseppe Patané, La figlia del reggimento diretta da Bruno Campanella, Le maschere e La bohème dirette da Gianluigi Gelmetti, La scala di seta diretta da Gabriele Ferro, Macbeth, Manon Lescaut, Rigoletto, La cenerentola, Messa Solenne e le produzioni videografiche dei Vespri siciliani e di Giovanna d’Arco e Werther dirette da Riccardo Chailly, Armida diretta da  Daniele Gatti, Simon Boccanegra diretto da Michele Mariotti.

L’Orchestra, guidata da Michele Mariotti, ha inciso per Decca un CD di arie sacre con Juan Diego Flórez e per Sony un album di arie romantiche con Nino Machaidze. Per Deutsche Grammophon Le Comte Ory con Flórez e La Nuit de Mai, arie d’opera e canzoni di Leoncavallo, con Placido Domingo. Di recente pubblicazione per l’etichetta PENTATONE un CD di ouvertures rossiniane per celebrare i 150 anni dalla morte del compositore.

Nel marzo 2013 i corpi artistici del Teatro Comunale di Bologna diretti da Michele Mariotti sono stati protagonisti del concerto inaugurale del IV Festival internazionale Mstislav Rostropovich di Mosca eseguendo la Messa da Requiem di Verdi. Nell’ottobre del 2015, sempre con Michele Mariotti sul podio, hanno inaugurato la rassegna Lingotto Musica presso l’Auditorium Giovanni Agnelli di Torino, dove hanno eseguito lo Stabat Mater, l’Ouverture e le Danze dal Guillaume Tell di Rossini.

Dopo una trentennale partecipazione al Rossini Opera Festival (dal 1988 al 2016), il 2017 ha segnato una nuova collaborazione tra il Teatro Comunale di Bologna e il Festival Verdi di Parma che, tra le varie produzioni, ha visto impegnata l’Orchestra ne lo Stiffelio firmato da Graham Vick. Andato in scena al Teatro Farnese, ha ottenuto un grande successo di pubblico e critica vincendo il Premio Speciale del 37° Premio della critica Musicale “Franco Abbiati”. Gli impegni dell’autunno 2019 dell’Orchestra per il Festival Verdi comprendono Luisa Miller alla Chiesa di San Francesco del Prato a Parma e Aida al Teatro Verdi di Busseto.

Nel 2019, la produzione del Teatro Comunale La bohème di Graham Vick ha vinto il Premio Abbiati come miglior spettacolo.